3,5 milioni è il debito pubblico sulle spalle dei nuovi nati

 

Numeri allarmanti per la crisi demografica italiana. A darne testimonianza è Save the Children.

Numeri neri per la crescita demografica italiana. A dare l’allarme è Save the children che con “Atlante dell’infanzia a rischio”, presentato a Roma, ha riportato i dati allarmanti delle natalità dello Stato italiano, tanto da rinominarli con lo slogan “In Italia, futuro cancellato”.

In Italia nascono sempre meno bambini, e la diminuzione demografica colpisce a quanto pare il meridione, rispetto al settentrione. Il calo è notevole ed a detenere il picco è la Sardegna, con 6.2 nati per ogni 1000 abitanti.

La crisi demografica va di pari passo a quella dell’occupazione, che rende “scoraggiati” i giovani italiani, tanto da avere il primato europeo come generazione più arrendevole. Il 35% dei giovani tra i 15 ed i 24 anni (circa 562 mila), infatti, si dichiara disponibile a lavorare, ma non riesce a trovare una sistemazione. Altro annoso problema è quello dell’istruzione e della dispersione scolastica: il 18% degli italiani, interrompe gli studi alla terza media, con picchi del 25% in Sicilia ed ancora in Sardegna.

Questa situazione così posta, genera una serie di reazioni a catena. La prima in ordine di importanza è proprio quella che senza occupazione, non si fanno figli, creando quindi il calo demografico. Meno giovani, in termini economici significano meno braccia nel mondo del lavoro, con la conseguenza che nel 2030, ci saranno 60.000 bambini in meno, che andranno ad aumentare il divario generazionale tra la popolazione italiana anziana e quella giovane.

La seconda conseguenza di questa situazione generazionale così drastica, tanto da mettere in allarme su un possibile crollo dell’economia e della società italiana, è che in questa maniera, le nuove generazioni ridotte all’osso, si dovranno sobbarcare la spesa delle vecchie.  Per questi motivi Save the Children, ha stimato un debito pubblico di 3.5 milioni di euro su ogni nuovo nato, che si concretizza in quel peso economico che un bambino di oggi, dovrà sostenere con il suo lavoro una volta adulto, proprio per mantenere quella fetta di popolazione ormai divenuta anziana.

Se quindi gli italiani attualmente sono scoraggiati nell’investire in un futuro più ricco, è anche vero però che il governo non mette in atto nessuna forma di sprono per risolvere il problema. A sottolinearlo è stato anche Vincenzo Spadafora, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, che chiede maggiori fondi al Consiglio dei Ministri, proprio per le nuove generazioni.

Che la crisi economica sia l’elemento scatenante di tutte queste reazioni non c’è dubbio, ma è altrettanto vero che i giovani italiani, non possono reinventarsi senza alle spalle uno Stato che gli dia delle sicurezze e delle solide basi per poter creare un nuovo nucleo familiare.

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Laureanda in Giurisprudenza, ha iniziato a scrivere da due anni e si è ritrovata avvolta in una nuova passione senza accorgersene. Dove c’è un posto in cui raccontare qualcosa, esprimere un’opinione, portare avanti un progetto di ricerca c'è, pronta a dare un contributo e ad arricchire il suo bagaglio di esperienze.

 
 

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