A Natale aumenta il rischio di prodotti alimentari contraffatti

 

il malaffare non conosce tregua ne festività, e trama per immettere sul mercato prodotti contraffatti, di dubbia provenienza e privi di certificazioni

Mentre fervono i preparativi per il cenone, con un occhio anche all’alimentazione particolare da seguire in occasione delle vigilie, in molti osservano un regime controllato per prepararsi e recuperare un minimo di forma fisica prima delle grandi abbuffate che sanciscono immancabilmente le festività natalizie.

Mentre in molti sfogliano febbrilmente i ricettari alla ricerca di piatti innovativi e da gourmet, ed altri hanno già optato per pranzi e cene nel pieno rispetto delle tradizioni del Natale, all’insegna di portate classiche e tipiche dell’inverno, nell’ombra il malaffare non conosce tregua ne festività, e trama per immettere sul mercato prodotti contraffatti, di dubbia provenienza e privi di certificazioni volte ad attestare il regolare espletamento dei controlli igienico-sanitari e qualitativi sugli alimenti.

Perchè le truffe alimentari si scatenano proprio a Natale? La risposta risiede in un ampio spettro di motivazioni: se infatti  Dicembre è il mese dei festeggiamenti in grande stile, e dunque anche degli investimenti in spesa alimentare, dall’altro lato si può affermare che l’incedere della crisi ci spinge a provare a risparmiare anche sui cibi, chiudendo un occhio sull’assenza di garanzie, o peggio ancora subendo l’ignobile atto criminale che trova la sua massima espressione nella contraffazione delle etichette.

Coldiretti, in collaborazione con l’ Unione Italiana Consumatori, ha voluto provare a quantificare l’importanza del fenomeno e la misura del danno, in termini di impatto sull’economia del paese e sulle abitudini degli acquirenti.

Tralasciando numeri e casistiche in linea con le attese, con particolare riferimento alla contrazione dei volumi, il dato che realmente sorprende e lascia allibiti è l’aumento della propensione degli italiani verso l’acquisto di prodotti contraffatti, se tale compromesso comporta un risparmio. Il fine giustifica i mezzi insomma, in pieno stile machiavelliano, sebbene la disponibilità a comprare generi alimentari non a norma rappresenti solo l’1%, palesando la stessa sfiducia quindi che coinvolge settori quali i farmaci e i giocattoli. Almeno dalla tavola proviene quindi un segnale di speranza: sono davvero pochi coloro che accetterebbero di consumare prodotti alimentari contraffatti pur di risparmiare qualche spicciolo.

Se a livello complessivo gli italiani contrarranno la spesa per strenne natalizie del 9%, scendendo nello specifico dei settori compromessi dall’illegalità scopriamo che i prodotti contraffatti più amati dello Stivale provengono dal settore della tecnologia e dell’ informatica.

Una considerazione è d’obbligo: mentre in molti settori l’acquirente ha la consapevolezza di stare procedendo a comprare un bene contraffatto, perseverando in tale azione sulla spinta del desiderio di risparmiare, molto spesso nel settore alimentare la truffa si fa più subdola, e la contraffazione si annida travestendosi, ad insaputa di chi acquista in buona fede.

E mentre i cibi low cost scalano le classifiche di vendita, sfruttando il mutamento delle abitudini alimentari degli italiani ed il cambiamento del tradizionale convincimento che ci portava a “risparmiare e lesinare su tutto ma non sul cibo”, ogni giorno si compiono indagini per rintracciare gli alimenti contraffatti ed intercettarli prima che arrivino sulle nostre tavole addobbate con i simboli del Natale, ed appositamente imbandite per le festività.

Il rischio principale è quello di perdere il controllo soprattutto sugli alimenti d’importazione: se infatti la malavita organizzata del Belpaese ci ha abituati a sofisticazioni e contraffazioni spesso finite nel mirino degli inquirenti, l’impossibilità di riuscire a tracciare con accuratezza e con il 100% di confidenza tutta la marce che entra nel nostro Paese fa sì che sia elevata la probabilità di mettere nella tradizionale lasagna della mozzarella di dubbia origine, da condire con un filo d’olio presunto extravergine tunisino, e con il nefasto concentrato di pomodoro cinese. Orrore degli orrori al Cenone, i panettoni dall’impasto misterioso ed i torroni indiani, per veder cadere sotto i colpi della contraffazione anche l’ultimo baluardo dell’alimentazione Made in Italy.

Se risparmiare è un imperativo da tenere sempre a mente, soprattutto alla luce dell’orizzonte fosco che attualmente ci si prospetta, lesinare sui generi alimentari può portare a conseguenze anche gravi per la salute ed il benessere. Molto più utile sarebbe tenere alta l’allerta su etichette e provenienze, spendere qualcosa in più e mangiare meno ma meglio: tale condotta ci consentirebbe di uscire indenni dalle feste, senza conseguenze per il girovita e con le papille gustative soddisfatte!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
 
A Natale aumenta il rischio di prodotti alimentari contraffatti  

Tag

Articoli simili

Autore

La redazione di opinionZine è composta da professionisti, giornalisti e blogger specializzati nei settori di competenza.

 
 

Nessun Commento

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

 
 

Lascia un commento