Allarme Codacons: calano del 15% le spese natalizie

 

L'esborso complessivo da parte degli italiani in concomitanza delle feste diminuirà di circa il 15%, con un calo della spesa pro capite che si assesterà intorno ai 187 euro.

La crisi e il Natale? Due concetti che purtroppo camminano a braccetto, soprattutto nelle previsioni di spesa delle famiglie italiane. L’austerità che ormai da mesi stringe la sua morsa sul Belpaese farà sentire i suoi effetti anche e soprattutto durante le festività natalizie: meno regali, meno spese alimentari, in generale meno soldi nei portafogli e nelle casse di negozianti, ristoratori, operatori turistici.

La situazione generale risente di diversi fattori, dalle misure prese dal Governo Monti che hanno contribuito a diminuire le spese di ogni famiglia italiana, portando anche ad un rallentamento della crescita economica, fino agli aumenti e all’istituzione di nuove tasse come l’IMU, il cui pagamento proprio a ridosso del Natale ha messo in difficoltà moltissimi nuclei familiari, soprattutto quelli proprietari di una seconda casa, anche se modesta.

In questo senso le stime del Codacons, il Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori, sono piuttosto allarmanti. L’esborso complessivo da parte degli italiani in concomitanza delle feste diminuirà di circa il 15%, con un calo della spesa pro capite che si assesterà intorno ai 187 euro. Una flessione che si registrerà in maniera abbastanza omogenea in tutte le regioni italiane, soprattutto quelle densamente popolate. Collimano ad esempio i dati del Piemonte, con una diminuzione della spesa complessiva che arriverà a sfiorare i novecentocinquanta milioni di euro, e del Lazio, con quasi un miliardo di euro in meno nelle casse di commercianti ed esercenti di vario tipo.

Dati simili si faranno registrare in Lombardia e in Emilia Romagna (ottocentocinquanta milioni in meno). Nelle regioni a minor densità di popolazione, come ad esempio il Trentino Alto Adige, le proporzioni di diminuzione della spesa sono comunque simili, con circa duecento milioni di euro che andranno a sparire dalle casse.
Come detto il calo dovrebbe essere generalizzato, anche se alcuni aspetti meritano sicuramente approfondimento. Per i regali basterà senz’altro il… pensiero, più del solito. Il denaro investito nei consueti “presenti” natalizi, più o meno consistenti, arriverà a sfiorare il 10%. Per quanto riguarda la destinazione dei doni, il quindici per cento della popolazione rinuncerà alle spese personali, l’8% ai regali per i mariti o mogli, oppure per parenti e amici, mentre un 5% dovrà addirittura rinunciare a far trovare ai bambini i pacchetti sotto l’albero.

Una diminuzione che toccherà tutti i tipi di regali, anche se come avviene ormai da diversi anni, il settore che risentirà meno della crisi sarà quello dell’ hi-tech (addirittura in crescita le vendite di tablet e computer portatili, mentre ci sarà una lieve flessione telefonini e apparecchi televisivi ad alta definizione), mentre il calo più forte lo faranno registrare abbigliamento e calzature. Per quanto riguarda libri e viaggi, il calo sarà sensibile ma meno drammatico del previsto.

Diminuirà anche la spesa alimentare, anche se con una differenza ben evidente: meno soldi ai ristoranti, mentre ci sarà addirittura un lieve incremento, intorno a due punti percentuali, per quanto riguarda il cibo acquistato per pranzi e cene casalinghe, un aumento dovuto evidentemente al risparmio medio per famiglia in caso di banchetti “fai da te”.

Alle stime del Codacons dal punto di vista dei consumatori, si aggiungono poi quelle della Confesercenti, che dipinge un quadro di certo non più rassicurante per quanto riguarda la stima delle spese: il dato del 15% d’incassi in meno è sostanzialmente confermato, e salirà anche al 17% per quanto riguarda gli acquisti su internet. Oltre alle medie nazionali, Confesercenti chiude la sua analisi con un dato che comunque rende l’idea della frenata sulle spese natalizie da parte delle famiglie italiane: a prescindere dalla perdita del 15% sugli incassi medi, saranno sette su dieci gli italiani che spenderanno meno rispetto al Natale scorso. Un 68% per cento, per l’esattezza, che fa capire chiaramente come il problema di tirare la cinghia sotto il vischio riguarderà praticamente la totalità della popolazione del nostro paese.

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