Classifica dei prestiti degli italiani 2014

 

Nel 2014 in Italia la gran parte dei prestiti viene richiesta per motivi estemporanei, e non per acquisti di grande entità, i prestiti per la casa sono decisamente pochi

La crisi continua, e nonostante ci siano piccoli segnali di ripresa l’italiano medio è ancora molto pessimista sul futuro della nostra economia; secondo il Genworth index del 2014 per il 54% degli italiani le spese per la famiglia sono una alta fonte di stress, e solo il 4% degli italiani si dichiarano finanziariamente sicuri. Risulta chiaro che la recessione continui a far sentire i suoi strascichi, e sicuramente molti italiani sono costretti a ricorrere ai prestiti bancari per poter  far fronte alle spese ordinarie e straordinarie.             La statistica sui prestiti degli italiani purtroppo risulta falsata alla base, in quanto non ci dice quanti italiani hanno necessità di un prestito o quanti lo richiedono, ma ci indica solo quanti italiani hanno ottenuto un prestito nei mesi passati. Per ottenere un prestito è necessario avere un lavoro e delle garanzie solide, quindi va da sé che molte fasce della popolazione italiana sono completamente tagliate fuori dalle possibilità di ottenere un prestito. Non per niente negli ultimi anni sono molto aumentati i prestiti di liquidità richiesti dai pensionati, in quanto una pensione è ovviamente ritenuta da una banca una sicura fonte di reddito, e quindi un pensionato potrà facilmente ottenere un piccolo prestito, cosa che spesso suo figlio non può fare.

Le classifiche merceologiche

Dai dati di varie ricerche risulta che i finanziamenti più richiesti dagli italiani sono di tipo “estemporaneo”: la gran parte dei prestiti sono di piccola entità, ovvero per cifre che mediamente si attestano attorno ai 10000 euro, per motivi in genere di liquidità. Questo significa che oggi in Italia i soldi servono per  piccoli acquisti, o anche per pagare bollette o altre spese quotidiane, sono circa il 22% del totale dei prestiti richiesti. Circa il 15% dei debitori hanno invece chiesto dei soldi alla banca per acquistare l’automobile, mentre il 14% per ristrutturare la casa, e in questo caso le agevolazioni fiscali hanno gonfiato leggermente il mercato in questo settore. I mutui per acquistare la casa o dei mobili sono solo l’8% del totale e piccole percentuali dei prestiti italiani servono per viaggi, vacanze, salute, cerimonie. L’identikit dell’italiano che chiede un prestito è molto cambiato negli ultimi anni: un tempo la gran parte dei finanziamenti richiesti serviva per pagare case e ristrutturazioni; oggi invece i soldi servono per fare la spesa o per le bollette di casa, ovvero non richiedono un mutuo ma un semplice prestito personale.statistica prestiti

La classifica degli istituti di credito

L’istituto di credito preferito dagli italiani nel 2013 è stato Agos Ducato, che ha ottenuto ben 4 giudizi di “Ottimo” dai suoi clienti, nelle categorie: offerta dei prodotti, assistenza ai clienti, comunicazione alla clientela, rapporto Qualità/prezzo. Al secondo posto troviamo Easy (del gruppo Deutsche Bank) e Findomestic, che hanno ottenuto ben tre voti “Ottimo”, solo molto buono nella categoria “rapporto qualità/prezzo” e per quanto riguarda la varietà delle offerte proposte. Al terzo posto troviamo BNL (Banca Nazionale del Lavoro) con un ottimo e due Molto Buono; e a seguire Compass (Mediobanca), Unicredit, Santander Consumer Bank, Intesa San Paolo e Consum.it (Monte dei Paschi di Siena)

Le statistiche per i finanziamenti alle imprese

Per quanto riguarda le piccole e medie imprese, da un’ampia ricerca dell’ISTAT risulta che nel 2011 in Italia più della metà delle aziende ha richiesto un prestito o un finanziamento (52,2%); il canale di finanziamento più richiesto è stato il credito, ovvero circa il 33,9% delle imprese italiane si sono rivolte direttamente alle banche per chiedere fondi. Ma dal 2007 al 2010 è praticamente raddoppiata (dal 14% al 28%) la percentuale di aziende che si sono rivolti ad altri tipi di offerte per ottenere un finanziamento, come i vari tipi di finanziamenti garantiti dallo Sato o dalla Comunità Europea; molti hanno scelto anche di ottenere fondi attraverso il credito commerciale, le anticipazioni della clientela, il leasing e i prestiti agevolati. Da questo punto di vista, in Italia pesano molto la disinformazione e la burocrazia, che spesso rendono difficoltoso per un imprenditore comprendere quali siano i canali da seguire per ottenere un finanziamento pubblico, e infatti in Italia difficilmente vengono sfruttati tutti i fondi che la Comunità Europea mette a disposizione.

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Bresciana, 43 anni, ha frequentato il corso di Laurea come Esperto dei Processi Formativi. La passione per le persone e la scrittura la portano a frequentare tanti luoghi, anche virtuali, per comunicare con tutto il mondo.

 
 

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