Crollano i prestiti alle aziende: il sistema bancario come risponde?

 

Da settembre 2014 entrano in vigore una serie di accorgimenti per sostenere la liquidità delle Banche italiane. Liquidità da restituire a famiglie e imprese.

Si registra purtroppo un nuovo crollo dei finanziamenti alle imprese. Nel solo mese di luglio i prestiti alle imprese hanno fatto registrare un pauroso  -3,9% su base annua (-3,1% a giugno). I prestiti alle famiglie sono anch’ essi in leggera flessione con un -0,8% su base annua.

Tutti i tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui mutui stipulati a luglio per l’acquisto di abitazioni sono calati al 3,49% dal 3,55% del mese precedente. Quelli invece che riguardano le nuove erogazioni di credito  sono saliti al 9,29% rispetto al 9,27% di giugno.

Bisogna notare che i tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società  di importo fino a 1 milione di euro sono risultati stabili tenendosi sul 3,96%, come nel mese precedente, quelli invece sui nuovi prestiti di importo richiesto superiore al milione sono sono aumentati dal 2,44% di giugno al 2,47% di luglio. Infine, per quanto riguarda i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,83%  rispetto allo 0,86% di giugno.

Dai dati raccolti è emerso che a luglio è rallentato il tasso di crescita delle sofferenze delle banche. Infatti il tasso è risultato pari al 20,5% rispetto al 20,8% di giugno. Il tasso di crescita dei depositi del settore privato, a luglio,  è stato pari al 2,9% e la raccolta di obbligazioni, includendo anche quelle obbligazioni detenute direttamente dal sistema bancario, è diminuita del 13,4% su base annua.

Ultimo dato da evidenziare, è sceso in modo considerevole, nel mese di luglio, il controvalore del portafoglio dei titoli di Stato detenuto dalle banche operanti in Italia. Nel mese di luglio, infatti, gli istituti di credito italiani detenevano titoli di Stato del nostro Paese per un controvalore di 397,215 miliardi di euro da 399,047 miliardi di giugno.

I provvedimenti di settembre 2014

In questo mese di settembre, Banca d’Italia ha arricchito considerevolmente l’offerta di soluzioni creditizie da proporre ai consumatori per ottenere una  liquidità dalla Bce di circa 260 miliardi di euro . Tale importo risulta così suddiviso: 130 miliardi per i prestiti alle imprese, 131 miliardi per i mutui alle famiglie). Le nuove misure entreranno in vigore proprio da oggi, 10 settembre 2014.

Questi nuovi provvedimenti consentiranno di utilizzare come garanzia quelli che vengono definiti come portafogli di crediti omogenei. Con tale dicitura si intende indicare un portafoglio  di prodotti creditizi: mutui alle famiglie o crediti alle imprese non finanziare con una probabilità di insolvenza fino al 10%, la parte delle linee di credito “prestiti auto liquidanti e a revoca”, i prestiti bancari di un importo non inferiore a 30 mila euro (e non più 100.000,00€ ), prestiti bancari, singolarmente conferiti, con un probabilità di insolvenza del debitore fino all ’1,5% (e non più l’1%) e i crediti concessi sotto forma di leasing finanziario e factoring pro-soluto.

La notizia deve essere accolta con soddisfazione e una buona dose di ottimismo. Si tratta di provvedimenti che dovrebbero portare liquidità al sistema.  si consentirà infatti alle banche italiane di ottenere potenzialmente maggiore liquidità dalla Bce. In realtà circola da qualche giorno l’idea, formulata da alcuni analisti, che ìche le banche italiane chiedano fino a 75 miliardi di euro di fondi sotto forma di Tltro (prime due aste). Tra l’altro, secondo l’Handelsblatt, i risultati dell’aqr e stress test potrebbero essere comunicati nel weekend del 24 ottobre rispetto alla data presunta precedente del 17 ottobre. Staremo a vedere.

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