Crollano i prestiti per famiglie e imprese, è crisi nera nel mercato privato

 

I finanziamenti alle famiglie sono calati dell'1,3% nell’arco dei dodici mesi presi in considerazione, quelli alle società sono diminuiti del 4,9%

Crollano i prestiti per famiglie e imprese, è crisi nera nel mercato privato anche nel mese di ottobre. E’ quanto emerge dalla periodica analisi dello stato di salute dell’economia che effettua Bankitalia, che rivela anche come il Paese sia indietro rispetto ai prestiti tramite carta di credito.

Per quel che riguarda ottobre non ci sono buone notizie. Si registra infatti ancora una volta come crollano prestiti a imprese e famiglie. In particolare, i finanziamenti alle famiglie sono calati dell’1,3% nell’arco dei dodici mesi presi in considerazione (-1,1 per cento a settembre); i prestiti alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre in un anno, del 4,9% (-4,2 per cento nell’ultimo mese).

E crollano complessivamente tutti i prestiti del mercato privato. Complessivamente si registra un ridimensionamento del 3,7 per cento su base annua e del-3,5 per cento a settembre.

Ecco qualche ulteriore dettaglio su come crollano i prestiti per famiglie e imprese

  • I tassi d’interesse (comprensivi delle spese accessorie), sui finanziamenti erogati, sempre ad ottobre, alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,90 per cento (3,97 per cento a settembre)
  • I tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 9,28 per cento (9,61 per cento a settembre).
  • I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 4,49 per cento (4,33 nel mese precedente).
  • I tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia al 2,86 per cento (2,98 per cento a settembre).
  • I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,99 per cento (1,02 per cento a settembre).

I prestiti tramite carta di credito

Molto bassi anche i prestiti effettuati tramite carta di credito. La moneta elettronica rivela La Banca di Italia, resta ancora poco utilizzata in Italia e oltre 8 operazioni su dieci sono effettuate ancora in contanti. L’83% delle transazioni viene eseguito cash, a fronte di una media europea del 65%.

Confindustria commenta

I dati che rivelano come crollano i prestiti per famiglie e imprese sono “un segnale preciso del disagio del Paese”, è il commento degli imprenditori di Confindustria. “Le aziende e le famiglie non investono più, quindi non ne hanno bisogno”, spiega il presidente dell’associazione Giorgio Squinzi che osserva anche che “in un Paese che ha perso il 25% dei volumi manifatturieri, tutti noi imprenditori abbiamo capacità produttive libere, disponibili”.

Per questo è necessario “far ripartire la crescita: le banche confermano di avere liquidità e non hanno domanda per l’utilizzo. E’ un problema generale. Bisogna far ripartire il Paese e i consumi.I segnali di ripartenza sono debolissimi e non si possono cogliere con un ottimismo particolare. Giro tra le imprese e vedo tanta disperazione”.

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Giornalista content editor esperta di seo e specializzata in economia, cronaca interna e cronaca estera. Insegno comunicazione e giornalismo

 
 

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