Draghi tuona contro le banche: “ prestiti con tassi troppo alti”

 

Secondo Draghi l’utilizzo di tassi di prestito molto alti reca gravi conseguenze a tutta l’Eurozona ed in particolar modo grava sulle piccole e medie imprese

L’ira di Draghi si abbatte sulle banche europee.

Durante una lecture all’università di Amsterdam, il presidente della Bce, ha analizzato il comportamento delle banche europee, tentando anche di sfatare una serie di “falsi miti”, che portano gli istituti di credito ad erogare prestiti a tassi irragionevoli o, come nella maggior parte dei casi, a non concederli.

Secondo Draghi, infatti, l’utilizzo di tassi di prestito molto alti reca gravi conseguenze a tutta l’Eurozona ed in particolar modo grava sulle piccole e medie imprese che <<fanno i tre quarti dell’occupazione>>, ma paradossalmente non hanno accesso agli stessi finanziamenti delle grandi imprese, che sembrano soffrire molto meno la crisi.

Quel 6% di interesse che, piccole e medie imprese italiane e spagnole pagano su un prestito di 1.5 miliardi di euro, pesa moltissimo se rapportato al 3.5 % delle concorrenti tedesche e francesi.

Inoltre, commenta Draghi, la paura degli Istituti di Credito, in particolar modo quella di non riuscire a finanziarsi e l’impossibilità dei clienti di restituire il prestito, porta ad un atteggiamento che di fatto ha provocato il blocco dell’intera economia dell’Eurozona.

Come ha infatti sottolineato il presidente dalla Bce le Banche non devono assolutamente temere di non riuscire a finanziarsi, visto che una delle manovre anti-crisi messe in atto dalla Banca Centrale Europea ha risolto il problema, ma soprattutto è necessario che iniettino fondi verso l’economia reale e ritornino quindi ad erogare prestiti a tassi ragionevoli.

La Bce, sembra commentare Draghi, non può da sola risollevare le sorti dell’Europa. Lavorando con 17 Paesi sovrani, senza una struttura federale e un’unica autorità di bilancio, la Banca Centrale non può definire una misura univoca per il premio di rischio in area europea.

Una delle possibili manovre che la Bce potrebbe mettere in atto, secondo il Wall Street Journal che esclude l’ipotesi di un sovvenzionamento diretto in favore di piccole e medie imprese, è quella di definire nuove regole finanziare che incoraggino prestiti, finanziamenti, mutui ed assicurazioni.

Come ha infatti commentato Draghi è necessario che :<<Imprese e famiglie devono tornare a poter accedere al mercato del credito. Perché ciò accada serve anche la partecipazione di altri attori. Altrimenti, non riusciamo a essere efficaci>>. 

Secondo Draghi, infine, la chiave per uscire dalla crisi è innanzitutto ritrovare la competitività, della cui perdita soffrono la gran parte dei paesi in crisi, orientandosi verso “ambiziose riforme strutturali”.

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Napoletana, laureata in Lettere Moderne, si sta specializzando in Comunicazione. La sua passione per carta&inchiostro e la sua insaziabile curiosità l’hanno trasformata in blogger, giornalista (quasi) e coordinatrice di redazione. Crede fortemente nel potere delle parole e che “La bellezza salverà il mondo”.

 
 

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