La banca non mi concede prestiti: ecco cosa fare

 

Se il prestito è rifiutato è possibile rimediare. Basta capire perché la banca dice no al finanziamento e attivare la corretta strategia

La banca non mi concede prestiti, posso rimediare? La risposta è positiva: se il prestito personale è rifiutato, si deve chiarire il perché e su quello costruire la strategia migliore per ottenere il prestito. I motivi per cui una richiesta di finanziamento può essere rifiutata sono diversi.

  1. Cartellino giallo dal Crif La segnalazione al Crif, fatta in automatico quando un prestito personale è rifiutato, comporta che quasi automaticamente qualunque ente finanziario dica no a una successiva richiesta, Accade perché banche e società finanziarie sono d’accordo nel rifiutare la concessione di finanziamenti a chi fa più richieste nello stesso momento.
  2. La cattiva reputazione La reputazione non è solo “morale” ma anche finanziaria. Sempre il Crif detiene il giudizio sulla nostra etica finanziaria, e nel momento in cui si è protestati o più volte si ritarda coi rimborsi, veniamo segnalati alla Centrale di Rischio. Essere considerato un cattivo pagatore può avvenire anche a nostra insaputa
  3. Troppi debiti La richiesta di finanziamento è rifiutata spesso perché si hanno troppi debiti aperti, e senza stare a guardare l’entità di ognuno, o a che punto si è col rimborso, si bolla chi chiede il nuovo prestito come incapace di sostenerlo
  4. Rischio di scoperto Può anche accadere che, semplicemente, si venga giudicati non in grado di ripianare il debito. Ma anche in questo caso se la banca non mi concede prestiti, si può rimediare. Ci sono vari modi.

Prestito rifiutato, come fare

Come abbiamo spiegato, ogni pratica che va a finire in modo negativo viene automaticamente segnalata al Crif, l’ente che gestisce il sistema di informazioni creditizie e che a una successiva richiesta di finanziamento alza cartellino giallo. Ma la segnalazione resta attiva per un mese, poi viene ritirata. Per questo, la stessa identica domanda se fatta primo o dopo può avere esiti diversi.

  • Se il problema è la cattiva reputazione, la strada è dare garanzie reali, come ad esempio avvalersi dello strumento della cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
  • Se la motivazione perché il finanziamento è respinto sta nel fatto che si hanno troppi debiti aperti, allora si può ricorrere ricorrere al consolidamento dei debiti, uno strumento che alloca sotto un unico istituto di credito tutti i debiti che sono aperti, Una scelta che spesso è consigliabile che si debba o no richiedere un nuovo prestito: l’importo da ridare ha spesso tempistiche più favorevoli e rate più leggere.

Se infine il finanziamento è respinto perché il rischio di scoperto è molto alto, si può

  1. Allungare la durata del prestito per avere una rata più bassa, quindi meno onerosa da restituire
  2. Chiedere che qualcuno ci faccia da garante, con una fideiussione
  3. Avvalersi di co-obbligato, ovvero trovare un secondo intestatario del contratto di finanziamento, il quale è egualmente responsabile del debito di fronte alla società che ha concesso il prestito.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
 
 
 

8 Commenti

  1. livio scrive:

    ma chi fa prestiti a lavoratori autonomi che non possiede nulla solo il lavoro..bisogna prima andare dagli usurai e poi far domanda per poter salvare il proprio lavoro..e poi continuaare a far lavorare le banche con i soldi che non prestano li vogliono solo gestire e guaai se non li mettgi su un conto…? che bella democrazia abbiamo in italia

 
 

Lascia un commento