La Bce introduce il tasso negativo

 

Data la situazione economica la Bce ha deciso di abbassare i tassi di interesse: scopriamo insieme cause e e previsioni dell'ultimo trimestre del 2014.

Perché la BCE ha introdotto un tasso di interesse negativo?

Il mandato della Banca Centrale Europeo è quello di garantire la stabilità dei prezzi, puntando sempre ad un tasso d’inflazione inferiore  al 2% nel medio periodo. Come la maggior parte delle banche centrali, la BCE influenza l’ inflazione fissando i tassi di interesse. Se la banca centrale vuole agire contro l’ inflazione troppo alta, aumenta in generale i tassi di interesse, il che rende più costoso prendere in prestito denaro e più conveniente depositare in banca per gli alti rendimenti. Al contrario, se vuole contrastare l’ inflazione troppo bassa, riduce i tassi di interesse.
Dal momento che l’ inflazione nell’area dell’euro dovrebbe rimanere nettamente al di sotto del 2% per un periodo prolungato, il Consiglio direttivo della BCE ha ritenuto necessario abbassare i tassi di interesse. Chiariamo che i tassi principali di riferimento sono: Il tasso di rifinanziamento e il tasso di deposito. Il tasso di rifinanziamento è il tasso al quale le banche possono prendere in prestito regolarmente dalla BCE, mentre il tasso di deposito determina i rendimenti che  le banche percepiscono per i fondi parcheggiati presso la banca centrale.  Dal momento che il tasso di deposito era già allo 0% e il tasso di rifinanziamento allo 0,25%, un taglio del tasso di rifinanziamento allo 0,15%  ha portato il tasso sui depositi  ridotto al – 0,10% .
Il taglio descritto è parte di una combinazione di misure volte a garantire la stabilità dei prezzi nel medio termine, che è una condizione necessaria per la crescita sostenibile nell’area dell’euro.

Conseguenze sui cittadini

Possiamo affermare subito che per i consumatori non ci sarà alcun impatto diretto sui  risparmi.  Le banche commerciali possono, in questo momento, anche scegliere di abbassare i tassi di interesse per i risparmiatori. Allo stesso tempo, però, i consumatori e le imprese possono prendere in prestito ad un tasso decisamente vantaggioso e questo dovrebbe stimolare la ripresa economica.
In un’economia di mercato, il rendimento del risparmio è determinato dalla domanda e dall’offerta. Ad esempio, bassi tassi di interesse a lungo termine sono il risultato di bassa crescita e di un insufficiente rendimento sul capitale. Le decisioni sui tassi di interesse della BCE potranno portare benefici ai risparmiatori, e alla fine, grazie al supporto alla crescita, creare un clima in cui i tassi di interesse possono gradualmente tornare a livelli più alti.

Con la riduzione dei tassi di interesse si guadagna poco depositando i propri soldi in banca ma diventa molto conveniente prendere in prestito e di conseguenza richiedere prestiti personali, finalizzati e mutui. Alla luce di quanto sopra è ovvio che la Bce, con la scelta di abbassare i tassi di interesse, vuole incoraggiare le persone a spendere e ad  investire.

Ma non è chiaro se questi sforzi avranno gli effetti desiderati nel  lungo periodo. Il tasso di interesse negativo non è mai stato provato su larga scala, quindi i suoi effetti reali sono difficili da prevedere. In realtà molti economisti si chiedono se la banca centrale stia facendo abbastanza, data la situazione economica attuale.

 

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