Nuove richieste di prestiti nel mese di aprile

 

Bilancio positivo del mese di aprile nell'ambito dei prestiti a famiglie e privati, che arriva allo 0.93% rispetto allo 0.36% del mese di marzo

Si è concluso con un bilancio positivo e con un aumento dei prestiti a famiglie e privati il mese di aprile, che vede una percentuale dello 0.93% rispetto allo 0.36% del mese di marzo.

Una crescita tendenziale dello 0.2% nel periodo di lungo termine e dell’8% nel breve.

I dati, che vedono salire la quota di prestiti erogati nel primo quadrimestre del 2012 a 1.949,4 miliardi, sono stati diffusi dall’Abi, Associazione bancaria italiana.

Tuttavia se per i privati il dato fa riporre la speranza di un miglioramento, non è lo stesso per le imprese; sembra infatti che la richiesta di finanziamenti ad opera degli imprenditori, che come per il primo trimestre del 2011 è frenata ad un 10% in meno di richieste, resta stazionaria.

Volendo dar parola a questi numeri e spiegare in modo più chiaro la situazione creditizia italiana bisogna innanzitutto specificare che le richieste di credito da parte delle imprese sono rivolte alla copertura del capitale circolante, ovvero acquisto di materie prime, pagamento dipendenti e oneri fiscali, ma non sono rivolte all’incremento di macchinari. La causa è principalmente il calo della domanda di consumo, che per colpa della crisi, ha stretto le tasche degli italiani che hanno dovuto necessariamente ridimensionare le loro spese non facendo sorgere la necessità di un ampliamento degli impianti di produzione.

Di fianco a questa situazione però il sistema bancario predispone un’offerta di credito per le imprese con tassi d’interesse intorno al 10%, nonostante la Banca Centrale Europea abbia erogato alle stesse banche prestiti all’1% con l’intenzione di far girare questi capitali agli imprenditori a tassi leggermente superiori. Ma questo non è bastato a invogliare le banche ad allentare i cordoni del credito, con le imprese che, sempre più, giorno dopo giorno, finiscono per soffocare non potendo disporre della liquidità necessaria per andare avanti .

Questa situazione di blocco del sistema delle piccole e medie imprese italiane, consente però alle banche di aumentare, seppur di poco , i  prestiti alle famiglie.

Miglioramenti infatti si vedono sul versante dei mutui con +3% dal mese di marzo ed una diminuzione dei tassi d’interesse dal 4.27% del mese precedente al 4.15%.

Una situazione che potrebbe far tirare un lievissimo sospiro di sollievo ai consumatori, oramai sul piede di guerra nei confronti delle banche e dei tassi “stratosferici” che propongono.

Di recente infatti   Adusbef e Federconsumatori, avevano denunciato una drastica differenza in termini di tassi per l’erogazione di finanziamenti e mutui tra l’Italia ed il resto d’Europa. I tassi d’interesse italiani, mediamente intorno al 5.15%, superavano di oltre l’ 1.14% quelli europei.

Questo dato, unito ad un Euribor in calo, secondo quanto dichiarato da  Adusbef, aveva ridotto del 17% la richiesta dei prestiti, di cui la stragrande maggioranza era formata da famiglie e piccole imprese.

 

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Laureanda in Giurisprudenza, ha iniziato a scrivere da due anni e si è ritrovata avvolta in una nuova passione senza accorgersene. Dove c’è un posto in cui raccontare qualcosa, esprimere un’opinione, portare avanti un progetto di ricerca c'è, pronta a dare un contributo e ad arricchire il suo bagaglio di esperienze.

 
 

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