Prestiti ai giovani: under 30 sempre più indebitati

 

I giovani italiani ricorrono al credito al consumo prima dei 30 anni per macchine usate, liquidità e ristrutturare casa . Vediamo nel dettaglio la classifica del 2014

Si parla spesso degli under 30 e in particolar modo di quei giovani tra i 25 e 30 anni. Se ne parla per i più svariati motivi: per la precarietà che caratterizza il loro lavoro, per la loro scarsa propensione, specie se paragonata ai genitori, di metter su famiglia,  sono stati soprannominati, in modo poco carino, generazione 1.000 euro. Ebbene possiamo dire che di questi mille euro una buona parte viene usata per pagare i prestiti personali accesi prima ancora di aver spento le trenta candeline. A rilevare questo dato è  un’indagine condotta dal sito Facile.it  in stretta collaborazione con un altro sito Prestiti.it . I due noti comparatori on line hanno condotto una scrupolosa indagine prendendo in esame le oltre 50.000 richieste di prestito personale presentate in Italia nell’ anno 2013. Si è scoperto così che  i finanziamenti richiesti dai giovani under 30 rappresentano quasi il 16% di tutte le domande di prestito personale presentate. Stiamo parlando con esattezza del 15,7% delle domande di credito in Italia.

Perché i giovani under 30 ricorrono ai prestiti?

Una volta appurata la tendenza dei giovani italiani ad indebitarsi prima di aver compiuto trent’ anni, è interessante analizzare le motivazioni che sono alla base di questa corsa al credito. E’ sorprendente scoprire come una generazione accusata sempre di essere viziata, poco incline al risparmio e soprattutto poco responsabile utilizzi il ricorso al credito per motivazioni che denotano grande maturità.
Nella lettura del dato sull’indebitamento giovanile non  si deve quindi cadere in facili moralismi: i giovani italiani che chiedono un prestito personale sembrano avere la testa sulle spalle e reagiscono come possono alla crisi economica che colpisce loro più di tutti.
La maggioranza dei giovani che ricorrono ad un finanziamento vuole un prestito per comprare l’auto, ma usata (31,8% dei prestiti totali richiesti) o per avere liquidità con cui affrontare spese varie, magari impreviste (16,5%). Dato poi che comprare casa è sempre più difficile, e per un giovane quasi impossibile, molti under 30 scelgono di ristrutturare la casa in cui abitano (magari con i genitori) e allora al terzo posto fra le finalità per cui i giovani si rivolgono a banche e finanziare ecco proprio la ristrutturazione di immobili (9,3%).

Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti  spiega «Chi ha oggi meno di 30 anni deve fare i conti con una situazione economica molto diversa rispetto a quella vissuta dai genitori.  Per fortuna, però, le nuove generazioni hanno una maggiore consapevolezza delle possibilità offerte dal credito al consumo, inteso non come strumento per condurre una vita al di sopra delle proprie possibilità,  ma per vivere con maggiore serenità le spese da affrontare». Ecco così di seguito elencate le principali finalità per cui gli under 30 richiedono un prestito:

Il profilo tipo del richiedente

Il profilo tipo del richiedente under 30 corrisponde a quello di un uomo (75% delle domande), di circa 26 anni che mira ad ottenere un finanziamento di piccolo importo, bisogna considerare una media pari a 9.650€. Lo stipendio medio di chi ha meno di 30 anni e richiede un prestito personale è pari a 1.470€ (quindi al di sopra di quella che è la retribuzione media in Italia per i giovani) e la durata del piano  che preferisce è pari a 55 rate, pari a  4 anni e 8 mesi. Non sorprende che le regioni in cui, percentualmente, le richieste di prestito presentate dagli under 30 sono più alte siano anche quelle in cui trovare un impiego è più semplice. Così, se come detto a livello nazionale i finanziamenti ai giovani rappresentano il 15,7% del totale, in Lombardia diventano il 18,4%, in Veneto il 18,2%, in Trentino Alto Adige il 18,1% e in Piemonte il 17,1%, ecco l’elenco completo:

  • Lombardia 18,4%
  • Veneto 18,2%
  • Trentino A.A. 18,1%
  • Piemonte 17,1%
  • Toscana 16,1%
  • Emilia R 16,0%
  • Campania 15,7%
  • Calabria 15,4%
  • Liguria 15,1%
  • Friuli Venezia G. 14,8%
  • Puglia 14,5%
  • Abruzzo 14,5%
  • Umbria 14,1%
  • Sardegna 14,0%
  • Lazio 13,6%
  • Valle d’Aosta 13,3%
  • Sicilia 13,1%
  • Basilicata 13,0%
  • Marche 12,3%
  • Molise 8,7%
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