Prestiti alle famiglie in diminuzione nel secondo semestre 2011

 

I dati rilevati lo scorso dicembre dalla trentunesima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio, e diffusi da Prometeia, Assofin e Crif mettono in evidenza un’ ulteriore decelerazione dell'accesso ai finanziamenti da parte delle famiglie italiane.

I dati rilevati lo scorso dicembre dalla trentunesima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio, e diffusi da Prometeia, Assofin e Crif mettono in evidenza un’ ulteriore decelerazione dell’accesso ai finanziamenti da parte delle famiglie italiane.

Da una lettura più approfondita dei dati emerge che ciò è dovuto ad un approccio più prudenziale dei consumatori verso l’indebitamento, ma anche ad una maggiore rigidità e severità usata dagli istituti di credito, nelle fasi di valutazione delle pratiche di richiesta dei finanziamenti.

Il perdurare della crisi, da una parte ha ridotto il potere di acquisto delle famiglie, e dall’altra ha causato una contrazione della liquidità, che insieme alle novità apportate dal legislatore sul credito al consumo ha spinto le banche e le finanziarie ad introdurre dei parametri meno flessibili.

La riduzione dell’accesso ai finanziamenti è stata minore rispetto agli anni precedenti, con un calo che si è fermato ad un -1,4% (nel 2010 era stato del -5,2% e nel 2009 del -11,2%) e che non è stato omogeneo nel corso dei primi 9 mesi del 2011. Infatti l’inizio dell’anno ha visto un atteggiamento più propositivo delle famiglie nella richiesta dei finanziamenti, che si è ridotto nel corso dei mesi successivi, a causa dell’aumento delle incertezze del quadro economico generale.

A portare in negativo la richiesta complessiva dei finanziamenti è stato soprattutto il brusco calo delle richieste per i prestiti finalizzati: al primo posto troviamo un -10,6% per i finanziamenti richiesti per l’acquisto di auto e moto, seguito da un -3,9% per i prestiti richiesti per l’acquisto di altri beni o servizi. Ad attutirne la portata è stato il risultato positivo raggiunto dai prestiti personali, che invece hanno avuto un incremento del 5,8%.

Dai dati riportati si desume un’evoluzione delle abitudini di consumo degli italiani, meno propensi ad indebitarsi per seguire le mode dettate dal mercato.

Tuttavia per far fronte alle difficoltà economiche e dalla riduzione della capacità di risparmio, le famiglie fanno ricorso alle varie tipologie di prestiti personali, supportati da un’ampia scelta e tassi non eccessivamente elevati.  Oggi è possibile trovare numerose formule di finanziamento, che permettono di effettuare il rimborso con piani di ammortamento abbastanza lunghi, e di conseguenza con un basso impatto della rata sulla capacità complessiva di rimborso.

Senza tralasciare la diffusione di soluzioni che permettono di sospendere o saltare le rate al verificarsi di particolari situazioni, offrendo così la possibilità di poter affrontare, in modo sereno, gli impegni che si verificano nel quotidiano, senza mettere a rischio l’equilibrio del bilancio familiare.

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