Prestiti alle imprese e famiglie in calo del 3,5% ad ottobre

 

Meno debiti, più risparmio per gli italiani e flessione dei prestiti alle famiglie e imprese. È quanto evidenziato nell'ultimo Montly Outlook dell’ABI.

Si intravedono lievi segnali di rallentamento nel calo dei prestiti alle famiglie e imprese. Secondo il Monthly Outlook dell’Associazione Bancaria Italiana, a ottobre 2013 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia è stato di 1.857 miliardi di euro, con una variazione annua di -3,8% (-3,9% il mese precedente). Di questi, i prestiti alle famiglie e imprese ammontano a 1.429 miliardi di euro, segnando una variazione annua di -3,5% (-3,2% a settembre 2013; -2,7% nella media dell’Area Euro a settembre 2013). Frenano soprattutto i prestiti a breve termine che evidenziano una variazione di -5,1% ( -3,7% il mese precedente).

Secondo l’ABI la contrazione sui prestiti si è assestata, ma il costo del denaro resta più alto: 4,34% per gli impieghi bancari (l’insieme delle operazioni mediante le quali le banche concedono risorse finanziarie ndr) fino a un milione di euro contro il 3,74% della media europea. In questo senso, la decisione della Bce di tagliare i tassi dello 0,25% aiuta, ma per una riduzione significativa dei tassi applicati sui prestiti alle imprese e famiglie “ci vuole un calo dello spread, che per l’Italia sarebbe paragonabile a una mossa di politica monetaria espansiva”, dichiara il direttore centrale Abi e responsabile ufficio studi Gianfranco Torriero commentando il rapporto mensile dell’Associazione.

Ulteriore crescita della rischiosità dei prestiti

Tale andamento è influenzato anche dalla ulteriore crescita della rischiosità dei prestiti, a sua volta strettamente correlata al perdurare della crisi e dei suoi effetti. In base all’ultimo dato disponibile (settembre 2013), le sofferenze nette ammontano a 75,2 miliardi; mentre le lorde a 144,5 miliardi, vale a dire 2,7 miliardi in più rispetto ad agosto 2013 e quasi 27 miliardi in più rispetto a settembre 2012, con un incremento annuo di quasi il 23%. In rapporto agli impieghi, le sofferenze risultano pari al 7,5% (5,9% un anno prima), valore che raggiunge il 13,2% per i piccoli operatori economici (11,1% a settembre 2012), il 12% per le imprese (9% un anno prima) ed il 6,2% per le famiglie consumatrici (5,3% a settembre 2012).

Va detto anche che la debolezza dell’attività di finanziamento dell’economia è un tratto comune ai paesi europei e se si tiene conto dell’andamento e si considera la variazione del rapporto tra prestiti e Pil, l’Area dell’Euro presenta un valore negativo per il -2,3%, la Germania del -1,8%,  la Spagna -8,9% e l’Italia -2,3%, solo la Francia  registra un marginale valore positivo +0,11% (dati rilevati a giugno 2013).

Italiani buoni risparmiatori anche nella crisi

Sul versante del risparmio si rafforza la crescita dei depositi bancari. Secondo i dati dell’Abi, i depositi sono saliti del 4,6% e il totale della raccolta è cresciuta di quasi 9 miliardi su base mensile, manifestando una variazione annua pari a -0,1% (da -1,1% di fine settembre 2013).

Inoltre, dei circa 1.461 miliardi di euro in titoli a custodia presso le banche italiane il 44% circa è detenuto direttamente dalle famiglie.

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41 anni, laurea in giurisprudenza. Esperta in comunicazione e relazioni pubbliche, in particolare nello sviluppo strategico e coerente delle attività di comunicazione Corporate e Consumer, gestione diretta delle media relation e media partnership, ideazione e gestione di progetti e campagne d’informazione sociale. Curiosa, esprime le proprie scelte con intrepida avventura, consapevolezza, disciplina e amore profondo, perché ogni istante è sapore e opportunità.

 
 

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