Prestiti insoluti: stop al sollecito recupero credito con telefonata preregistrata

 

Per i prestiti personali con rate insolute il Garante della privacy dichiara l’illiceità dell’invio al debitore di telefonate preregistrate per finalità di recupero credito.

Il Garante della Privacy chiarisce in materia di trattamento dei dati personali effettuato nello svolgimento dell’attività di recupero crediti da parte di una banca o istituto di credito.

In particolare, con il provvedimento n. 445 del 10 ottobre scorso, viene dichiarata l’illiceità del trattamento dei dati personali effettuato in occasione dell’invio al debitore di comunicazioni telefoniche preregistrate senza l’intervento di un operatore: una modalità che risulta lesiva della riservatezza e della dignità del debitore.

Anche involontariamente, infatti, le comunicazioni potrebbero essere ascoltate da persone che non hanno alcun diritto di farlo, esponendo così l’interessato a una possibile violazione della propria riservatezza.

Il provvedimento non vuole vietare alla banca o all’istituto di credito di utilizzare un sistema preregistrato ma, laddove ci si avvalga di tali forme di comunicazione, viene riaffermata la necessità di “adottare idonei accorgimenti tecnici, basati anche su forme di autenticazione, tali da assicurare la ragionevole certezza che la presa di conoscenza delle informazioni oggetto di comunicazione avvenga soltanto da parte di chi via abbia effettivamente diritto (il debitore o terzi da lui autorizzati) secondo quanto indicato in motivazione”.

Tale Provvedimento ribadisce quindi come, in caso di trattamento dei dati personali con finalità di recupero crediti, sia obbligatorio “astenersi dal comunicare ingiustificatamente a soggetti terzi (familiari, coabitanti, colleghi di lavoro o vicini di casa) rispetto al debitore informazioni relative alla condizione di inadempimento nella quale versa l’interessato.

La vicenda

La vicenda risale ad una segnalazione al Garante, circa un anno fa, da parte di un cliente della Santander Consumer Bank, titolare di un contratto di finanziamento con la stessa, il quale lamentava che, nonostante il regolare versamento dei relativi ratei, era solito ricevere un sollecito preregistrato di pagamento “dopo qualche giorno dalla scadenza e per i giorni a seguire, anche tre, quattro volte al giorno”; il ché risultava lesivo della sua riservatezza e dignità in quanto i messaggi potevano essere ascoltati, seppur involontariamente, da persone che non avevano diritto di conoscere tali informazioni.

Dal canto suo, la banca aveva confermato di impiegare lo strumento delle “telefonate preregistrate”, ma le suddette chiamate si concretizzavano “in un messaggio di presentazione del chiamante in grado di fornire al destinatario della comunicazione, e solo previa sua espressa identificazione, la possibilità di scegliere –tramite selezione numerica da digitare sulla tastiera telefonica− tra diverse opzioni”; pertanto “nessuna informazione circa la posizione debitoria dell’interessato, né circa la natura della telefonata verrebbe fornita nel corso del preliminare messaggio preregistrato“.

Le conclusioni del Garante della Privacy

A differenza di quanto sostenuto dalla Banca, il Garante ha ritenuto che attraverso lo strumento delle telefonate preregistrate non viene in essere alcuna “fase di accertamento dell’identità del soggetto legittimato ad avere conoscenza di detta comunicazione” e che il trattamento dei dati personali della clientela connesso all’invio di siffatte comunicazioni dev’essere considerato illecito.

Infatti, è necessario che l’autentificazione avvenga in modo da assicurare che le informazioni veicolate attraverso le comunicazioni telefoniche preregistrate siano effettivamente ricevute da chi ne abbia il diritto (debitore o soggetti da costui autorizzati), come ad esempio l’uso di un codice personale rilasciato dalla banca, da digitare sull’apparecchio telefonico per poter ascoltare le comunicazioni preregistrate, altrimenti tali comunicazioni devono richiedere l’intervento di un operatore che accerti l’identità della persona.

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41 anni, laurea in giurisprudenza. Esperta in comunicazione e relazioni pubbliche, in particolare nello sviluppo strategico e coerente delle attività di comunicazione Corporate e Consumer, gestione diretta delle media relation e media partnership, ideazione e gestione di progetti e campagne d’informazione sociale. Curiosa, esprime le proprie scelte con intrepida avventura, consapevolezza, disciplina e amore profondo, perché ogni istante è sapore e opportunità.

 
 

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