Prestiti: meglio rivolgersi in famiglia che alle banche?

 

La tendenza continua a salire, gli Italiani preferiscono chiedere aiuti economici ai familiari, piuttosto che rivolgersi a banche e finanziarie.

Avevamo appena preso atto delle rilevazioni statistiche condotte dal Barometro Crif a riguardo dell’andamento in negativo, evidenziato durante il primo semestre 2014, riferito alla richiesta di prestiti da parte delle famiglie italiane, che giunge ora un’altra notizia, all’incirca sulla stessa linea ed emergente da uno studio Coldiretti: sembra che gli Italiani preferiscano chiedere aiuti economici ai familiari piuttosto che rivolgersi a banche e finanziarie. Scopriamo di cosa si tratta.

Prestiti in famiglia

Da uno studio Coldiretti, è emerso che il 37% degli italiani in difficoltà finanziaria preferisce chiedere aiuti economici in famiglia piuttosto che ad un istituto di credito, ente presso il quale si è rivolto solo il 14% del campione preso in oggetto.

Lo studio ha messo inoltre in evidenza un 45% di famiglie italiane che riescono a pagare le proprie spese a fatica e un 10% incapaci di arrivare a fine mese. Il 68% degli italiani ha invece ridotto o rimandato a tempi migliori l’acquisto di beni di non primaria necessità, mentre il 42% ha rinunciato alla ristrutturazione della casa, il 40% all’acquisto di un auto nuova e il 37% a comprare elementi di arredo per l’abitazione.

Ma perchè gli italiani hanno paura a chiedere prestiti e finanziamenti?

La reticenza a chiedere prestiti alle banche

Perchè gli italiani dimostrano reticenze prima di inoltrare una domanda di finanziamento all’attenzione di banche e società finanziarie? Il problema è facilmente riconducibile alla pressante morsa della crisi economica che, oramai e purtroppo, attanaglia il Paese da troppi e diversi anni. La stessa crisi ha imposto maggiore cautela agli stessi istituti di credito, che hanno imposto sempre più paletti nella valutazione delle richieste di finanziamento, per non ritrovarsi poi a dover far fronte a situazioni di insoluti.

Gli Italiani non si rivolgono alle banche a causa degli ostacoli opposti dagli enti all’accesso al credito in tema di garanzie, di costi elevati ma, soprattutto, anche a causa dell’instabilità lavorativa e del precariato, condizioni che impediscono programmazioni di esborsi economici sul lungo termine, data la possibilità di trovarsi da un giorno all’altro senza un impiego stabile che permetta il regolare pagamento di un piano di ammortamento rateale mensile senza intoppi.

Si va dunque cauti al momento di richiedere un prestito, a causa della  sfiducia nella condizione futura in merito ad una possibile idea correlata ad un investimento di tipo economico e finanziario.

La mancata crescita reddituale, ha indotto la popolazione ad adottare un approccio molto cauto a riguardo di acquisti e investimenti, a cui si rinuncia o che vengono posticipati qualora non considerati di stretta necessità.

 

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Laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha iniziato a scrivere tre anni fa mettendosi alla prova per gioco e con curiosità, trasformando pian piano le prerogative iniziali in un interesse e una passione crescente, fino ad arrivare a fare della scrittura una vera e propria attività, per condividere e comunicare quante più informazioni utili e possibili.

 
 

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