Prestiti personali ai non censiti

 

I non censiti sono una categoria non gradita alle banche, scopriamo perché e tutti gli aggiornamenti del 2014.

Si sente spesso parlare del problema dei non censiti. Da un punto di vista puramente bancario si indicano con l’appellativo di non censiti tutti quei soggetti che non hanno mai avuto rapporti con banche e istituti di credito. Questi soggetti non hanno mai avuto un prestito, un mutuo, una cessione, in poche parole non hanno storia finanziaria.

In questa categoria rientrano tutti gli stranieri, i giovani che non hanno ancora avuto motivo di rivolgersi ad un istituto di credito per un prestito, risparmiatori che fino a quel punto della loro vita hanno effettuato acquisti in contanti senza ricorrere al credito. Tutti questi soggetti sono praticamente assenti da qualunque banca dati.

Banche diffidenti con i  non censiti

Gli istituti di credito, come si può immaginare pur non appartenendo al settore, non vedono di buon occhio questo genere di clienti. Questo perché,  non potendo reperire alcun tipo di informazione su questi soggetti e non potendo valutare alcun precedente non possono stabilire il loro potenziale rischio di insolvenza nei pagamenti. Le banche si trovano davanti all’impossibilità di valutare realmente la solvibilità del potenziale cliente, l’unica conseguenza possibile è che il povero richiedente, sconosciuto al sistema creditizio e dunque non provvisto di uno storico bancario, sia purtroppo guardato con estrema diffidenza, e considerato sempre e comunque, al di là del reddito, potenzialmente pericoloso. D’altro canto il ragionamento, purché discutibile per la funzione stessa delle banche, non fa’ una piega. Nessuno affiderebbe una somma di denaro ad un perfetto sconosciuto. Per capire ancora meglio le motivazioni che spingono le banche a non tenere in considerazione i non censiti, bisognerebbe approfondire i passaggi che eseguono i credit analyst , prima di concedere finanziamenti a chi ne fa richiesta.

Come ragionano le banche

Quando si richiede un finanziamento, un prestito, un mutuo per liquidità  o qualsiasi altro prodotto finanziario, a seguito del preventivo e dopo aver firmato la privacy che autorizza al trattamento dei dati personali, si consegnano in banca o presso le agenzie finanziarie tutta una serie di documenti personali e di reddito. La banca è tenuta, prima di concedere una qualunque forma di finanziamento, a verificare la veridicità dei documenti forniti dal cliente e a seguire delle linee guida contenute in appositi manuali del credito. Il credit analyst è tenuto a raccogliere informazioni sul cliente, chiamando la sua filiale di riferimento e l’ufficio del personale della Società per cui lavora. Deve assicurarsi che il reddito e le garanzie del richiedente siano idonee al rimborso delle rate prospettate nel preventivo. Gli operatori devono poi controllare le principali banche dati. Questo è un passaggio fondamentale, in genere è in questa fase che si decide l’affidabilità di un cliente, verificando il modo in cui ha condotto i passati finanziamenti. Tale fase è cruciale ma  ogni verifica è  impossibile se i soggetti richiedenti non hanno mai avuto alcun tipo di rapporto con una banca.

Come un non censito può ottenere un prestito personale

Come fa’ un non censito ad entrare nel circuito se nessuno gli dà credito? Sembra il famoso cane che si morde la coda. In realtà la soluzione c’è. I non censiti possono richiedere finanziamenti, di qualunque importo, purché affiancato da un valido garante. Tale garante dovrà essere ovviamente ben censito e, forte della sua storia finanziaria, garantirà per il non censito. Quest’ultimo a sua volta entrerà nelle banche dati a seguito dell’accoglimento della richiesta, uscendo dalla maltrattata categoria dei “non censiti“.

 

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