Renzi alle banche: meno alibi, più prestiti alle imprese

 

Pressing sulle banche italiane del premier Renzi: "basta alibi, occorre dare più credito alle imprese per sostenere la ripresa"

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, incalza le banche italiane sui prestiti alle imprese: “Chiediamo agli istituti di credito di intervenire con determinazione e di far girare i denari che vengono dall’Europa per essere in condizione di dare un po’ di respiro alle imprese”.

Renzi e banche, “niente più alibi”

Nella cornice fiorentina del “Pitti Uomo”, il Premier ha voluto dare sostegno alla piccola e media imprenditoria nazionale, cuore pulsante del “made in Italy”, anche alla luce della recente manovra BCE a favore dell’economia reale contro il rischio bassa inflazione. “I piccoli e medi imprenditori non devono sentirsi abbandonati” ha ribadito, infondendo la fiducia in un’Italia in cui le “strutture” necessarie a uscire dalla crisi e a rilanciare l’economia – assicura – ci sono.

In questa stessa direzione va pure il decreto legge “Finanza per la crescita”, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso venerdì 13 giugno. In sintesi, il pacchetto a favore delle imprese poggia su tre punti-chiave:

- Sostegno agli investimenti,

- Incentivi e capitalizzazione,

- Semplificazione e ampliamento dell’accesso al finanziamento sia creditizio sia alternativo.

Tra le novità, la liberalizzazione del credito con la possibilità da parte delle compagnie assicurative e delle società di cartolarizzazione di concedere credito direttamente alle aziende e un nuovo regolamento, in fase di stesura, che liberalizzerà il credito diretto dei fondi.

Da segnalare pure gli incentivi alle quotazioni in Borsa, con misure che prevedono, ad esempio, le emissioni di azioni a voto plurimo, una diversa soglia minima per le Opa (Offerta pubblica di acquisto) sulle Pmi compresa tra il 20% e il 40%; ci sono poi semplificazioni per le SpA con una riduzione del capitale sociale minimo da 120 a 50mila euro, oltre a un diverso tetto degli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti.

Nell’elenco degli interventi sono previsti incentivi agli investimenti, alla quotazione e al rafforzamento del capitale delle imprese attraverso un credito d’imposta al 15% per gli investimenti incrementali effettuati nei primi 12 mesi, rispetto alla media dei cinque anni precedenti; misura che vale per tutte le imprese che investiranno almeno 10 mila euro in macchinari e beni strumentali.

Si rafforza poi il credito da parte degli investitori stranieri con l’eliminazione della ritenuta d’acconto sui finanziamenti a medio-lungo termine da parte di banche, fondi di credito e assicurazioni estere; mentre l’accesso al credito alternativo avrà meno vincoli fiscali, come ad esempio l’attuale ritenuta d’acconto sugli interessi e i proventi da obbligazioni non quotate, collocate presso investitori qualificati (cd private placament).

La difesa delle banche sui prestiti

Immediata la reazione delle banche italiane che da una parte si dicono pronte a un’iniezione di nuova “linfa” al sistema imprese, ma dall’altra ribattono che la rischiosità sui prestiti resta molto alta e occorre trovare un modo di ricapitalizzare le imprese, se si vuole uscire dalla crisi.

Nel Rapporto Abi presentato a giugno 2014, la rischiosità dei prestiti in Italia risulta ulteriormente cresciuta e le sofferenze lorde raggiungono il nuovo record di 166,4 MLD. Di fronte a questa situazione di perdurante crisi, il complesso dei finanziamenti registra un calo a -2,9% su base annua e continua l’atteggiamento di prudenza delle banche.

Un dato confortante arriva invece sul versante dei mutui: nei primi 4 mesi, infatti, le banche hanno aumentato i mutui di oltre il 26% e “stanno effettuando assai cospicui aumenti di capitale che non servono solo a superare gli esami della Bce” – afferma Patuelli – “ma anche ad aumentare la capienza per nuovi ulteriori prestiti”.

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41 anni, laurea in giurisprudenza. Esperta in comunicazione e relazioni pubbliche, in particolare nello sviluppo strategico e coerente delle attività di comunicazione Corporate e Consumer, gestione diretta delle media relation e media partnership, ideazione e gestione di progetti e campagne d’informazione sociale. Curiosa, esprime le proprie scelte con intrepida avventura, consapevolezza, disciplina e amore profondo, perché ogni istante è sapore e opportunità.

 
 

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